Perché la maggior parte degli uomini molla l’allenamento (e non è pigrizia)
Daniele Di Porzio
1/9/20262 min read


Se allenarsi fosse il problema,
basterebbe una scheda.
Se bastasse sapere cosa fare,
le palestre sarebbero piene di uomini in forma e sereni.
La verità è un’altra.
👉 Il problema non è allenarti.
È riuscire a farlo nel tempo.
Tutti iniziano. Quasi nessuno continua.
La maggior parte degli uomini che incontro:
sa allenarsi
ha già provato
ha già iniziato mille volte
Il copione è sempre lo stesso:
parti forte
sei motivato
ti alleni troppo
la vita entra a gamba tesa
salti
poi salti ancora
poi molli
E a quel punto pensi che il problema sia tuo.
Non lo è.
L’allenamento vissuto come punizione
Molti uomini si allenano così:
per punirsi
per espiare
per “recuperare”
Allenamenti lunghi.
Allenamenti massacranti.
Allenamenti scollegati dalla vita reale.
👉 Così l’allenamento diventa una guerra, non uno strumento.
E una cosa che vivi come guerra
prima o poi la eviti.
La palestra è piena di trainer. Ma pochi sono guide.
Qui voglio essere molto chiaro.
Vedo ogni giorno:
personal trainer al telefono
clienti lasciati soli
presenza assente
rapporto basato sul tempo pagato, non sull’interesse reale
Non è una critica personale.
È un modello.
Un modello in cui:
sei seguito finché paghi
fai esercizi, ma nessuno ti guarda davvero
se molli… affari tuoi
👉 Questo non è coaching.
È assistenza tecnica.
Il motivo per cui ho creato Let’Start
Ho creato Let’Start
perché non mi basta allenare un corpo.
Mi interessa l’uomo.
Mi interessa:
come reagisce quando è stanco
cosa fa quando non ha voglia
come gestisce la frustrazione
come regge la vita
Perché è lì che si gioca tutto.
Allenarsi senza lavorare su questo
è come mettere benzina in una macchina senza volante.
Qui entro in gioco io
Dentro Let’Start non ti alleni “con qualcuno”.
Ti alleni con me.
E questo significa una cosa molto semplice:
io ci sono
io mi alleno
io applico il metodo su di me
io so cosa significa allenarsi quando non ne hai voglia
Se ti chiedo di farlo,
è perché l’ho fatto prima io.
Un buon coach non dice cosa fare.
Dà l’esempio.
Allenarsi insieme cambia tutto
Allenarsi con qualcuno:
ti toglie il peso di decidere ogni volta
crea un appuntamento
ti dà ritmo
ti dà responsabilità
Non devi chiederti:
“Mi alleno oggi?”
👉 Ci siamo.
👉 È il momento.
👉 Si parte.
Il corpo risponde
quando la testa non è sola.
Il training giusto è quello che puoi sostenere
Il training dentro Let’Start non è:
estremo
spettacolare
da esibire
È:
sostenibile
ripetibile
compatibile con la tua vita
Anche 20–30 minuti.
Ma fatti bene.
E fatti con continuità.
Perché:
costanza batte intensità
ogni singolo giorno.
Perché l’Accademia dura 12 mesi
Qui voglio essere diretto.
Il corpo ha bisogno di tempo.
La testa ancora di più.
12 mesi servono per:
creare nuove abitudini
cambiare il rapporto con l’allenamento
smettere di reagire
iniziare a scegliere
Non sto vendendo velocità.
Sto costruendo solidità.
Perché quello che cambia in fretta
spesso torna indietro più in fretta.
Allenarsi è una conseguenza, non il punto di partenza
Se non lavori su:
testa
disciplina
responsabilità
presenza
l’allenamento resta una parentesi.
Dentro Let’Start, invece:
il training è parte di un metodo
il corpo segue la testa
la testa si allena insieme al corpo
Ed è lì che la pancia scende.
Non solo fisicamente.
Ma come peso mentale.
Non ti serve forza di volontà. Ti serve una guida.
La forza di volontà finisce.
La guida resta.
Allenarsi non è:
farsi violenza
dimostrare qualcosa
diventare qualcun altro
È diventare più solido.
Un uomo che si allena bene:
regge di più
reagisce meno
è più lucido
è più presente
Questo è il senso del training in Let’Start
Non ti alleno per:
farti sudare
stancarti
occuparti tempo
Ti alleno per aiutarti a:
reggere la vita
affrontarla a testa alta
sentirti forte nel corpo e nella testa
Perché quando il corpo è allenato
anche la vita pesa meno.
Se senti che qui non si parla solo di esercizi,
ma di te,
allora hai capito lo spirito.
Let’Start non è un programma.
È una scelta.
E come ogni scelta vera,
ha bisogno di tempo, presenza e guida.
Un passo alla volta,
Daniele